Comune di Sessa Cilento

Storia del comune

Comune di collina risalente al Medioevo; rinomato per la produzione artigianale di fichi secchi e oggetti in legno finemente intagliati, fa affidamento quasi esclusivamente sulle attività rurali, stentando ad aprirsi ai settori più avanzati dell'economia. La comunità dei sessesi, con un indice di vecchiaia nella media, si è uniformemente distribuita su tutto il comprensorio: oltre che nel capoluogo comunale, risiede infatti in un buon numero di case sparse nella campagna coltivata, nel minuscolo aggregato urbano di Castagneto e nelle località di Casigliano, San Mango, Santa Lucia e Valle. Una certa irregolarità contraddistingue il profilo geometrico del territorio comunale, che in corrispondenza delle pendici del monte Stella registra un brusco innalzamento delle quote altimetriche, abbinato a un evidente mutamento del paesaggio: dalla vetta alle falde del massiccio si dispongono in successione boschi cedui, macchia mediterranea e seminativi di collina arborati. A poca distanza dall'abitato si snoda fra l'intrico della vegetazione ripuaria il fiume Alento.
Situata sul versante destro della media valle del fiume Alento, alle pendici orientali del monte Stella, sorge a 11 chilometri dal bivio di Santa Lucia della strada statale n. 18 Tirrena Inferiore, asse viario di grandissima utilità per chi si dirige verso la Calabria, magari facendo tappa presso le località balneari della costiera cilentana. La linea ferroviaria Napoli-Reggio Calabria, su cui si trova la più vicina stazione, corre a 11 chilometri dall'abitato ma altri importanti riferimenti del traffico sono decisamente lontani: rispettivamente 61 e 89 chilometri separano il comune dai caselli di Battipaglia a nord e Padula a sud-est dell'autostrada Napoli-Reggio Calabria (A3), 136 dall'aeroporto, 82 dal porto commerciale. Il comune, che appartiene all'ambito territoriale di competenza della Comunità montana Alento-monte Stella, è inserito nel Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano; guarda al capoluogo di provincia, ad Agropoli e a Vallo della Lucania per i rapporti con le istituzioni e per i consumi -in particolare a Salerno per i beni e i servizi più rari-.  

Il primo elemento dell'attuale toponimo, citato per la prima volta nel 1187, richiama la forma latino-classica SUESSA, che a sua volta ha origini preromane e la funzione di appellativo. Il casale di Sessa, incluso nella baronia del Cilento, fu tra quelli conferiti nel 1276 a 
Ruggero Sanseverino; successivamente conobbe la signoria dei Capano, principi di Pollica, e dei Giordano. È comune autonomo dal secolo scorso. Poche ma significative testimonianze del passato abbelliscono il comprensorio sessese: i superbi ruderi del monastero di San Magno, fulcro dell'economia e della vita spirituale locale dal 1093 al XV secolo, e palazzo Coppola, costruito nel Settecento e oggi parzialmente diruto.